Equal Care Day, valorizzare il lavoro di cura e assistenza

26/02/2025, 14:00

Tante donne investono tempo in un lavoro di cura spesso "invisibile". Assessora Pamer: “Dobbiamo lavorare per il riconoscimento sociale e finanziario del lavoro di cura”.

L'assessora alla Coesione sociale Rosmarie Pamer ritiene che il lavoro di cura e assistenza, spesso invisibile, debba essere maggiormente riconosciuto e apprezzato. (Foto: USP/Hannes Wisthaler)
L'assessora alla Coesione sociale Rosmarie Pamer ritiene che il lavoro di cura e assistenza, spesso invisibile, debba essere maggiormente riconosciuto e apprezzato. (Foto: USP/Hannes Wisthaler)

BOLZANO (USP). La cura e l'assistenza sono ruoli svolti principalmente dalle donne. Lo dimostra uno studio dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere "EIGE" (ulteriori informazioni nel riquadro sotto). “Il lavoro di cura e assistenza è insostituibile per la nostra società: se pensiamo, ad esempio, alla cura dei bambini o all'assistenza ai familiari, il valore fornito da questo servizio è immenso”, ha sottolineato l'assessora provinciale alle Coesione sociale, famiglia e volontariato, Rosmarie Pamer, in occasione dell'Equal Care Day

"Solitamente sono le donne ad investire il loro tempo in queste attività. Tuttavia, esse non vengono ancora sufficientemente ringraziate e ricompensate. Per questo motivo, è necessario continuare a lavorare sul riconoscimento sociale e finanziario, così come sulla ridistribuzione di queste preziose attività". Negli ultimi decenni, sono stati fatti molti progressi in questo senso. Al giorno d'oggi è normale che anche i padri vadano al parco giochi con i loro figli o si occupino dei compiti a casa. "Tuttavia, la maggior parte del carico ricade ancora sulle donne. E non bisogna dimenticare il cosiddetto 'carico mentale', lo stress psicologico causato dall'organizzazione della vita familiare quotidiana. Anche questo è un compito che viene svolto principalmente dalle donne, risultando poco visibile e poco apprezzato”, ha aggiunto Pamer.

Chi compie un lavoro dedicato alla cura della persona spesso non svolge un'attività retribuita o sceglie un impiego part-time. “Sappiamo che questo aspetto porta alla povertà in età avanzata, anche perché il sistema pensionistico in Italia è contributivo. L'Alto Adige sta cercando di contrastare questa tendenza da alcuni anni, ad esempio attraverso il forte sviluppo dell'assistenza all'infanzia”, ha concluso l'assessora Pamer. In provincia vengono concessi contributi per la copertura pensionistica dei periodi di cura e di educazione; nel 2023 sono stati concessi a quasi 4.600 persone, per un totale di circa 9,5 milioni di euro investiti. Inoltre, la legge 104 del 1992 prevede che, nei casi gravi di assistenza, i familiari possano usufruire di un congedo di tre giorni al mese o di due anni di congedo speciale retribuito.

Ulteriori informazioni

Equal Care Day: più visibilità per il lavoro di assistenza e cura

Nel 2025 si terrà per la decima volta l'Equal Care Day. La giornata di azione mira a richiamare l'attenzione sulla mancanza di apprezzamento per il lavoro di cura e a informare sul suo significato e sulle conseguenze della sua ingiusta distribuzione, come si legge sul sito web dell'iniziativa. Come data per l'Equal Care Day è stato scelto il 29 febbraio, che, come noto, è presente nel calendario solo negli anni bisestili, cioè ogni quattro anni. Questo per dimostrare che il lavoro di cura, assistenza ed educazione è spesso invisibile e che l'impegno di coloro che lo svolgono non viene visto, riconosciuto e apprezzato e spesso non viene nemmeno retribuito. La giornata d'azione è stata fissata per il 29 febbraio anche perché, secondo le promotrici, l'80% del lavoro di cura è svolto da donne, sia in ambito privato, volontario che professionale. Gli uomini si fanno carico del 20% e impiegano quindi quattro volte più tempo per contribuire allo stesso livello di assistenza e cura delle donne.

Secondo l'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (EIGE), in Italia le donne tendono a dedicare più tempo degli uomini alla cura dei propri figli, con differenze soprattutto nell'intensità delle attività di assistenza: ad esempio, molte più donne che uomini dedicano almeno cinque ore al giorno alla cura dei propri figli di età inferiore ai 12 anni (56% contro 26%). E mentre il 26% delle donne intervistate dedica ogni giorno tre ore o più alle faccende domestiche, la percentuale degli uomini è del 13%. Al contrario, la differenza è minima per quanto riguarda l'assistenza a lungo termine: il 17% delle donne ha dichiarato di dedicarvi cinque o più ore al giorno, contro il 15% degli uomini.

red/ck/tl