Sanità: richieste di risarcimento danni nel periodo 2022-2026

17/09/2026, 15:10

L’Assessorato alla Prevenzione sanitaria e salute rende note le richieste di risarcimento danni rivolte all’Azienda Sanitaria. Per l’assessore Messner un contributo per una maggiore trasparenza.

Il Dipartimento alla Prevenzione sanitaria e salute rende pubbliche le richieste di risarcimento danni presentate all’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige (SABES) nel periodo tra l’ 1° gennaio 2022 e il 30 giugno 2026. (Foto: Pexels. La foto può essere utilizzata solo in relazione al presente comunicato stampa)
Il Dipartimento alla Prevenzione sanitaria e salute rende pubbliche le richieste di risarcimento danni presentate all’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige (SABES) nel periodo tra l’ 1° gennaio 2022 e il 30 giugno 2026. (Foto: Pexels. La foto può essere utilizzata solo in relazione al presente comunicato stampa)

BOLZANO (USP). Il Dipartimento alla Prevenzione sanitaria e salute rende pubbliche le richieste di risarcimento danni presentate all’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige (SABES) nel periodo tra l’ 1° gennaio 2022 e il 30 giugno 2026. I dati mostrano quante richieste sono state presentate, accolte e risolte in sede giudiziaria. In questo modo l’Assessorato competente intende garantire trasparenza e rafforzare la fiducia verso l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige. In questi quattro anni e mezzo sono state presentate al SABES, complessivamente, 713 richieste di risarcimento danni. Ciò corrisponde ad una media di circa 159 richieste all’anno, ovvero 13 al mese. “Se però confrontiamo questo dato con i circa 75.000-80.000 ricoveri che effettuiamo ogni anno nelle nostre strutture sanitarie possiamo constatare che si tratta di una percentuale molto bassa: in meno dello 0,2 per cento dei ricoveri o dei trattamenti sanitari si verifica una richiesta di risarcimento da parte delle persone curate”, riassume l’assessore alla Prevenzione sanitaria e salute Hubert Messner.

Una richiesta di risarcimento non implica automaticamente un errore terapeutico


L’assessorato competente sottolinea che la presentazione di una richiesta di risarcimento non implica automaticamente che sia stato o venga accertato un errore terapeutico o una responsabilità. Nel quinquennio 2022-2026 sono state riconosciute 286 richieste di risarcimento. I pagamenti effettuati a tale titolo ammontavano in media a circa 2,9 milioni di euro all’anno. Per quanto riguarda i restanti casi, si tratta, tra l’altro, di procedimenti ancora in corso, richieste respinte o altrimenti concluse. In 63 casi non è stato possibile raggiungere un accordo tramite la procedura di conciliazione interna all’azienda. Questi casi vengono o sono stati risolti in sede giudiziaria. Ciò riguarda circa il nove per cento di tutte le richieste di risarcimento pervenute e quindi, in media, circa 14 casi all’anno. Le richieste di risarcimento hanno riguardato in particolare i reparti di Ortopedia e Traumatologia, Pronto soccorso, Ginecologia e Ostetricia, nonché Chirurgia generale.

Tutti i casi esaminati con attenzione

“Quando si tratta di possibili danni legati ad un trattamento medico, ogni singolo caso viene esaminato con attenzione. Allo stesso tempo, dobbiamo distinguere tra una richiesta di risarcimento presentata, una richiesta riconosciuta e una responsabilità accertata in sede giudiziaria”, afferma l’assessore Messner.

La procedura di conciliazione offre un’importante opportunità per risolvere le controversie in via extragiudiziale. La Commissione conciliativa per questioni di responsabilità in ambito sanitario istituita presso la Provincia Autonoma di Bolzano svolge in questo contesto un ruolo fondamentale e, in qualità di organo indipendente e apartitico, sostiene la risoluzione extragiudiziale delle controversie.

Messner: “puntare su trasparenza, obiettività e miglioramento della qualità

“Il nostro obiettivo deve essere quello di riconoscere le richieste legittime e, al contempo, trarre insegnamento dai casi passati. La sicurezza dei pazienti e il miglioramento della qualità vanno quindi di pari passo”, afferma Messner.

Anche altri sistemi sanitari pubblici registrano e gestiscono sistematicamente i casi di responsabilità civile. La Regione Veneto, ad esempio, pubblica regolarmente dati relativi alle richieste di risarcimento danni nel servizio sanitario regionale. La Regione ha recentemente analizzato le richieste di risarcimento presentate alle proprie strutture sanitarie per il periodo dal 2016 al 2023. Circa il 90% dei casi registrati presentava un valore del danno inferiore a 250.000 euro. “Per me trasparenza significa mettere in chiaro i numeri anche quando si tratta di temi delicati. Allo stesso tempo, questi dati devono essere considerati in modo oggettivo e nel giusto contesto”, sottolinea Messner.

red/san/tl