Una rete per la tutela dei minori nelle strutture di assistenza

11/06/2026, 09:30

Scambio di idee su prevenzione, sensibilizzazione e interventi per la tutela dei più piccoli nelle strutture di assistenza alla prima infanzia.

In occasione dell’incontro di rete “Tutela dei minori” organizzato dall’Agenzia per la famiglia il 10 giugno, operatrici operatori pedagogici, esperte ed esperti dei settori della pedagogia, dei servizi sociali e della giustizia hanno discusso delle questioni centrali relative alla tutela dell’infanzia nell’ambito dell’assistenza alla prima infanzia. Da sinistra: Ulrike Loch (Facoltà di Scienze dell’Educazione della Libera Università di Bolzano), Barbara Ruzzon (collaboratrice accademica del Garante per l'infanzia e l'adolescenza), Cristina Tomio (accompagnatrice pedagogica della Cooperativa sociale Coccinella), l’assessora provinciale Rosmarie Pamer, Monika Conrater (direttrice dell’Agenzia per la famiglia), Francesca Marangoni (pedagogista dell'Azienda Servizi Sociali di Bolzano). (Foto: USP/Katharina Fleischmann)
In occasione dell’incontro di rete “Tutela dei minori” organizzato dall’Agenzia per la famiglia il 10 giugno, operatrici operatori pedagogici, esperte ed esperti dei settori della pedagogia, dei servizi sociali e della giustizia hanno discusso delle questioni centrali relative alla tutela dell’infanzia nell’ambito dell’assistenza alla prima infanzia. Da sinistra: Ulrike Loch (Facoltà di Scienze dell’Educazione della Libera Università di Bolzano), Barbara Ruzzon (collaboratrice accademica del Garante per l'infanzia e l'adolescenza), Cristina Tomio (accompagnatrice pedagogica della Cooperativa sociale Coccinella), l’assessora provinciale Rosmarie Pamer, Monika Conrater (direttrice dell’Agenzia per la famiglia), Francesca Marangoni (pedagogista dell'Azienda Servizi Sociali di Bolzano). (Foto: USP/Katharina Fleischmann)

BOLZANO (USP). In occasione dell’incontro di rete “Tutela dei minori” organizzato dall’Agenzia per la famiglia il 10 giugno, operatrici e operatori pedagogici, esperte ed esperti dei settori pedagogico, sociale e giudiziario hanno discusso questioni centrali relative alla tutela dei minori nell’assistenza alla prima infanzia. L’attenzione si è concentrata sull’assistenza alla prima infanzia, sulla tutela dei minori nell’ambito della qualità dell’assistenza, sull’osservazione attenta e sull’intervento in caso di pericolo per il bambino o la bambina, nonché sulla collaborazione tra i servizi coinvolti.

“I bambini e le bambine, in particolare nei primi anni di vita, sono una parte particolarmente vulnerabile della nostra società. La loro tutela è un compito comune e ha la massima priorità”, ha sottolineato l’assessora provinciale alla Famiglia Rosmarie Pamer. Un'assistenza alla prima infanzia affidabile e di alta qualità costituisce una base essenziale per proteggere i bambini e sostenere le famiglie nella conciliazione tra vita familiare e lavoro.

In Alto Adige, negli ultimi anni l'offerta di assistenza alla prima infanzia è stata continuamente ampliata, dagli asili nido alle microstrutture, fino al servizio di assistenza domiciliare all'infanzia. Parallelamente, viene data particolare importanza alla garanzia e all'ulteriore sviluppo della qualità. Il benessere del bambino è sancito come principio fondamentale nel quadro giuridico.

Uno strumento essenziale per la tutela dei minori è il Piano di tutela dell’infanzia: ogni struttura di assistenza alla prima infanzia in Alto Adige dispone già di linee guida che forniscono orientamento al personale specializzato e consentono un approccio strutturato in caso di sospetto pericolo per il benessere del bambino. L'obiettivo è riconoscere i rischi in fase precoce e agire rapidamente e in modo coordinato nell'interesse del bambino.

“I servizi di assistenza alla prima infanzia sono luoghi sicuri per i bambini e le bambine. È fondamentale che gli operatori e le operatrici siano ben collegati in rete, si assumano le proprie responsabilità e, in caso di necessità, siano in grado di reagire con competenza”, ha sottolineato Monika Conrater, direttrice dell'Agenzia per la famiglia. Lo scambio professionale e la formazione continua sono presupposti fondamentali a tal fine.

Nel corso del convegno sono stati approfonditi temi concreti, tra cui il comportamento lesivo del personale educativo: ne ha parlato Cristina Tomio, accompagnatrice pedagogica della Cooperativa Sociale “Coccinella”.

Francesca Marangoni, pedagogista presso l’Azienda Servizi Sociali di Bolzano, ha illustrato la trascuratezza emotiva e il suo impatto sui bambini e sulle bambine. Barbara Ruzzon ha fornito una panoramica delle attività del Garante per l'infanzia e l'adolescenza, importante punto di riferimento diretto per bambini e adolescenti. Qualora gli operatori pedagogici nelle strutture di assistenza alla prima infanzia dovessero osservare un caso di trascuratezza o addirittura di pericolo per il bambino, la direzione dovrebbe segnalarlo ai servizi sociali o al Tribunale per i minorenni, ha suggerito Benno Baumgartner, che fino a poco tempo fa si era impegnato a favore della tutela dei minori in qualità di giudice presso il Tribunale per i minorenni di Bolzano.

Gli interventi hanno fornito spunti pratici e rafforzato la sicurezza operativa dei partecipanti. Un altro punto centrale è stato il collegamento in rete dei diversi attori e attrici. La collaborazione tra operatori pedagogici, servizi sociali e altre istituzioni è fondamentale per proteggere al meglio i bambini e le bambine e offrire loro spazi sicuri per lo sviluppo.

kat/mdg

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